Scuola Discipline Orientali Tian Chong.

La tradizione,
i principi filosofici,
i percorsi formativi.

La Scuola Discipline Orientali Tian Chong

La Scuola Discipline Orientali tian Chong propone diverse modalità di percorsi formativi:

i corsi infrasettimanali di Qi Gong Taoista e Arti Marziali Interne Taoiste ed Energetica e Filosofia Taoista si basano sulla coltivazione delle proprie qualità in un percorso di apprendimento progressivo dal livello base a quello avanzato. È il percorso in assoluto più importante, in quanto fornisce un continuo contatto diretto con il Maestro per poter sviluppare nella maniera più efficace e funzionale il proprio cammino verso il perfezionamento.

Una volta al mese è previsto una conferenza di teoria di due ore e trenta in cui si affronta lo studio dei Classici del Taoismo, della Medicina Cinese, delle Arti Energetiche e delle altre Discipline allo scopo di entrare sempre più nel profondo respiro che la tradizione Taoista offre per la comprensione dei meccanismi dell’esistenza che si estrinsecano e contestualizzano nello studio e nella pratica di ogni Arte.

I Corsi di Formazione nel weekend mirano a fornire un’ampia, solida ed approfondita competenza e comprensione delle materie di cui si affronta lo studio teorico – pratico. Hanno lo scopo dichiarato di formare degli Operatori, specialisti nel proprio ambito, e di fornire alta professionalità grazie a percorsi articolati su un notevole monte ore. I Corsi offrono la garanzia di un percorso organico, strutturato secondo la tradizione della Scuola e del lignaggio e sono tenuti e diretti dal Direttore della Scuola Roberto Capponi.

I sette Maestri perfezionati della Completa realtà del nord

I sette Maestri Perfezionati della corrente taoista della Completa Realtà del Nord, allievi del Patriarca Wang Chongyang.

Scuola Discipline Orientali Tian Chong. La Scuola di Atene - Raffaello Sanzio.

Che cos’è una Scuola?

Una prospettiva tradizionale

 

La Scuola è un’entità, non un luogo

La Scuola è un’entità, non un luogo. È fatta dall’anima che la accende, non è fatta dalle mura. I grandi Maestri del passato hanno creato Scuole Immortali, pur non avendo un tetto sulla testa, basti pensare al magnifico Ippocrate di Kos, padre della Medicina qui in Europa, che insegnava sotto un gigantesco platano.
Parafrasando il mio Maestro, Jeffrey Yuen, è ciò che si fa e si compie in un luogo ad accenderlo ed a renderlo numinoso. L’identificazione della Scuola con il suo sito geoografico e strutturale dipende, dunque, dalle atmosfere che si sono accese in virtù della convergenza dei moti spirituali, dell’intenzione e dell’energia di chi vi entra per intraprendere un Percorso.
Percorso, esattamente. Viaggio evolutivo, trasformativo, in grado di portare ad un upgrade dello stato di coscienza. La vita non è, nella mia visione, una sequela di eventi tra cui barcamenarsi, bensì un cammino a tappe da un’origine verso una destinazione da viversi con Spirito indomito e quieto, luminoso e propositivo, tranquillo ed in armonia, senza sforzo nè interferenza.
Una Scuola è quell’entità e quel luogo in cui trovare i propri strumenti per utilizzare al meglio la propria dotazione di partenza, scoprirne gli usi più latenti e meno accessibili, in cui scoprire il proprio potenzale inespresso, in cui mettersi alla prova, mettersi di fronte a quelli che si considerano i propri limiti, per poi lavorare su tutto ciò a scopo trasformativo.
Solo con il cambiamento che deriva dalla trasformazione dello stato di coscienza, a sua volta originato nella scoperta sempre più luminosa della propria intrinseca natura in tutti i suoi aspetti, si può riprendere senza incertezze il viaggio verso la realizzazione di Sè fino a quel momento frenato dalle pastoie dell’irrisolto, dalla cristallizzazione delle abitudini limitanti, dalle macerie sedimentate delle esperienze vissute e dalle influenze culturali limitanti la propria Natura.
Questo richiede un accurato metodo di configurazione del pensiero, di evoluzione del proprio radar percettivo e di trasformazione dei filtri con i quali si sceglie di valutare l’esistenza e le circostanze della vita.

 

In ogni Scuola ci sono dei principi filosofici

In ogni Scuola (e guai se così non fosse!) ci sono dei principi filosofici, di approccio alla vita, modelli procedurali ben precisi per giungere dal punto x al punto y, di gestione della pratica, di configurazione della gerarchia nel programma didattico. Non è pensabile, entrando a far parte per propria scelta consapevole di una Scuola, l’ipotesi di prendere e condividere soltanto l’aspetto tecnico ma di non lasciarsi permeare dall’impronta concettuale e filosofica che anima e sottende la pratica.
La Scuola non è palestra, non è negozio, non è un corso a pagamento, non si può venire a comprare un pacchetto di tecniche e metodi, non si può scegliere di fare certe studi/pratiche ed altre no, alla stessa maniera di come non è consentito ad un musicista di studiare le prime 4 note, la 5 e la 6 no, per poi riprendere alla 7. La Scuola offre percorsi di sviluppo logici, strutturati con sequenze di metodi, tecniche ed argomenti ben precisi e non casuali e va seguito il programma secondo quel modello, oppure si sceglie di interrompere il proprio addestramento ed apprendistato.
La Scuola è un Circolo Culturale di studiosi e praticanti che condividono percorso, obiettivo, intenzione, attitudine spirituale e metodi procedurali (tecnici e concettuali) per superare se stessi.
La Scuola è lo strumento con cui e grazie al quale si sceglie consapevolmente di mettersi alla ricerca dei propri nodi per scioglierli, così da essere liberi da se stessi, dai retaggi di un passato opprimente e da un futuro incerto, liberi dalla paura, liberi da quella parte di sè che preferisce “sperare bene” per la vita o “resistere e lottare” contro gli eventi invece di mettersi al lavoro per distillare l’Elisir d’Oro a partire dal Cinabro (tradizione Taoista) o dal Piombo (tradizione Occidentale), secondo una ben precisa tradizione e modalità. In questo modo si riscopre e si crea ex novo l’armonia tra se stessi e la vita che si è chiamati ad esperire.
Citando il mio Maestro, Jeffrey Yuen la sofferenza e la contrarietà nascono nella resistenza agli eventi, non dagli eventi stessi. La vita, nella concezione Taoista della Completa Realtà del nord, è perfetta così com’è, comprese le difficoltà più o meno gravi: ci offre le circostanze più luminose per superare le prove e le tappe evolutive per giungere alla luce della realizzazione senza intoppi. Se non fossero le condizioni migliori per la nostra realizzazione, saremmo stati chiamati a vivere altre circostanze. La Via è nella fiducia perfetta nella vita e nel percorso.

 

La Scuola è custode di una tradizione

La Scuola è custode di una tradizione, è garante di un percorso a tappe che porta dalla linea di partenza fino al traguardo strutturato nel tempo (secoli, per quel che riguarda Scuole antiche, come quella Taoista della Completa Realtà del nord 全真道) per consentire agli studenti di completare se stessi e dare un senso profondo alla ricerca della verità essenziale di sè e dell’esistenza facendo ad essa prendere forma nella liberazione, nel completamento, nella realizzazione e nel raggiungimento di uno stato numinoso.
Questo richiede dedizione, spirito di abnegazione, accettazione del modello culturale su cui la tradizione si basa, riconfigurazione del proprio pensiero in virtù di tutto ciò. Quando ciò avviene, nella Scuola vive l’anima di quella tradizione e si apre la porta per gli studenti alla comprensione dei meccanismi ad essa ed in essa connaturati.
Non si può consentire, per tutte queste ragioni, la presenza nella Scuola di chi sceglie silenziosamente ma nettamente di non sposarne l’attitudine o solo parzialmente ed il modello filosofico-procedurale, in quanto ciò inquina la risonanza stessa su cui essa vibra e si manifesta, influenzando energia e spirito degli studenti.
Chi non ne condivide realmente e pienamente l’impostazione filosofica, culturale, di approccio, procedurale, deve onestamente scegliere di lasciare la Scuola e cercare la propria strada altrove, altrimenti crea debiti ed irrisolti in se stesso, nei compagni e rema contro la Scuola stessa. Praticare determinate tecniche e metodi senza accendere la propria Intenzione sulla base dei principi corretti può portare a squilibri energetici importanti e portare alla disarmonia l’esistenza.
Non si dimentichi come sia la Mente a muovere l’energia nel corpo e, se si crea conflitto o separazione tra il movimento energetico indotto da una certa pratica (Mente → Intenzione → Energia → Corpo) e lo Spirito che anima la ricerca del praticante (Spirito non in armonia con la Mente), si può incorrere in importanti disarmonie interiori e con la vita.
Questo è il mio punto di vista, così dirigo la mia Scuola Discipline Orientali Tian Chong 天 沖, sulla base dei principi della Scuola Taoista della Completa Realtà del nord ed in virtù degli insegnamenti del mio Maestro Jeffrey Yuen e dei miei Maestri di Arti Marziali Interne Flavio Daniele e George Xu.